In un contesto di mercato caratterizzato da attese legate alle decisioni della Federal Reserve in tema di tassi di interesse e dalle trimestrali delle aziende, Unicredit si distingue per la sua straordinaria performance.

un laptop e alcuni documenti con grafici su una superficie di legno
Unicredit verso nuovi massimi? – Meteofinanza.com

I risultati del primo semestre e del secondo trimestre hanno superato le aspettative degli analisti, portando la banca milanese a registrare il miglior semestre di sempre con un utile netto di 4,4 miliardi di euro.

Unicredit: i numeri del successo

La crescita record di Unicredit è proseguita anche nel secondo trimestre, grazie all’aumento dei tassi di interesse. L’utile netto si è spinto a 4,4 miliardi di euro, registrando un notevole aumento del 91,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Nel dettaglio, nel periodo aprile-giugno, l’utile netto è stato di 2,3 miliardi di euro, superando le attese degli analisti che si erano fermate a 1,86 miliardi di euro.

I ricavi hanno mostrato una crescita del 24,4% raggiungendo i 5,9 miliardi di euro, trainati da un margine di interesse di 3,5 miliardi di euro, in aumento del 41,3%.

Inoltre, i valori creati per gli azionisti hanno rappresentato una nota positiva con un Eps a 1,12 euro, in rialzo del 5,8% rispetto al trimestre precedente e del 34,3% rispetto all’anno precedente. Il valore tangibile per azione è superiore ai 30 euro.

Le rettifiche sui crediti nel secondo trimestre si sono attestate a 21 milioni di euro, segnando un calo del 75% rispetto al trimestre precedente, ma un aumento del 100% rispetto all’anno precedente. Nonostante le pressioni inflazionistiche, i costi sono diminuiti, con un rapporto costi/ricavi pari al 39%.

Il Cet1 ratio della banca, al netto dei 1,5 miliardi di euro di dividendi distribuiti nei primi 6 mesi dell’anno, è tra i migliori del settore e si attesta al 16,4%.

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Prospettive future e guidance aggiornate

Grazie ai risultati ottenuti, Unicredit ha alzato le proprie guidance per l’intero anno 2023. Si prevede ora un utile netto di almeno 7,25 miliardi di euro, rispetto ai precedenti 6,5 miliardi di euro. Inoltre, l’obiettivo per la restituzione ai propri azionisti è stato aumentato a 6,5 miliardi di euro, rispetto ai precedenti 5,75 miliardi di euro, grazie a riacquisti di azioni e dividendi.

Il management della banca ha inoltre confermato che al momento non sono previste operazioni di fusione o acquisizione, e che Unicredit continuerà ad acquistare le sue azioni in modo aggressivo poiché rappresentano un investimento più vantaggioso.

Analisi tecnica e prospettive di mercato

Il titolo Unicredit continua a essere protagonista di un trend rialzista, segnando nuovi massimi degli ultimi 7 anni. Grazie all’ottima forza relativa dell’azione e all’andamento positivo del buyback in corso, il titolo ha chiuso la seduta di ieri in rialzo dello 0,5% a 22,49 euro.

Nel breve periodo, ci si aspetta una continuazione del movimento ascendente, partito un anno fa dagli 8,20 euro, con una proiezione verso le prossime resistenze a quota 23 euro. Questi livelli non erano stati toccati dal gennaio 2016.

L’eventuale superamento di queste resistenze rafforzerebbe ulteriormente il trend positivo, aprendo la strada a nuovi apprezzamenti fino a 24 euro e successivamente alla soglia dei 25 euro.

Tuttavia, in caso di eventuali fasi correttive che riportassero le quotazioni verso i forti supporti vicino ai 20 euro, potrebbero presentarsi delle opportunità di acquisto per gli investitori.

Un segnale di debolezza si avrebbe solo con la perdita dei supporti chiave situati vicino ai 20 euro, che potrebbe aprire la strada a una correzione più profonda con possibili target a 19 euro e successivamente ai minimi dello scorso mese di maggio intorno ai 17,90 euro.

Prendiamo atto pertanto che Unicredit sta dimostrando una performance eccezionale, con risultati finanziari e prospettive future che superano le aspettative. L’analisi tecnica conferma il trend rialzista del titolo, ma gli investitori dovranno essere vigili riguardo ai livelli di supporto per evitare potenziali correzioni significative.

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