L’indice FTSE MIB ha chiuso la scorsa settimana con una prestazione di lieve ribasso. Il principale indicatore di Borsa Italiana ha infatti chiuso in flessione dello 0,64% a 26.782,4 punti. Ad oggi lo status tecnico di medio periodo del FTSE MIB rimane sempre negativo, ma nel breve periodo viene evidenziato un miglioramento della forza rialzista, con possibile test a 26.859,6 punti, superato il quale potrebbe esserci un test alla successiva linea di resistenza posta a 27.091 punti.

Di contro, qualora dovesse prendere piede un trend ribassista, il primo supporto sarà posto a quota 26.628,2 punti, superato il quale gli investitori cercheranno il test a 26.473,9 punti.

Considerato che il calendario macro della settimana è abbastanza scarno, giova riepilogare quanto accaduto in chiusura della precedente, visto che i riflessi dovrebbero prolungarsi almeno nella giornata di lunedì.

Venerdì infatti le borse europee hanno chiuso in calo una settimana in cui le banche centrali l’hanno fatta da protagoniste, con la BCE che ha tracciato una linea profondamente diversa da Fed e Banca d’Inghilterra sul possibile rialzo dei tassi, definendo peraltro molto improbabile un incremento già nel corso del prossimo anno. Diverso l’orientamento della Bank of England, così come per la Fed.

In Asia, a mercati chiusi (bisognerà pertanto valutarne gli effetti in apertura di lunedi) è arrivata la dichiarazione di insolvenza del colosso cinese Evergrande da parte di S&P: per gli analisti della società di rating, Evergrande e la divisione finanziaria offshore Tianji Holding non sarebbero riusciti a effettuare pagamenti di cedole su bond senior in dollari.

In questo scenario, giocherà ancora una volta un ruolo di rilevanza la pandemia da Covid-19, con Omicron che spaventa i mercati: la variante è infatti in crescente diffusione nel Regno Unito e nel resto d’Europa, e sembra vanificare almeno in parte gli sforzi della campagna vaccinale…

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