Il ribasso dello 0,33 per cento che le azioni Azimut stanno mettendo a segno nell’ultima seduta della settimana non deve trarre in inganno perchè si tratta delle classiche prese di profitto successive ad un balzo in avanti. E in effetti nella seduta di borsa di ieri le azioni Azimut si sono gonfiate a tal punto da arrivare ai massimi storici in area 37,07 euro.

Prezzi mai così in alto, quindi, per la big del risparmio gestito. Logicamente il positivo inizio d’anno di Azimut ha impatto sulle performance a medio e lungo termine del titolo. Rispetto a un mese fa, un’azione Azimut costa il 4,4% in più ma è soprattutto nella prestazione annuale che si percepisce l’aggancio ai record storici: +49 per cento l’apprezzamento rispetto a un anno fa.
La raccolta di Azimut infiamma il mercato
Azimut, nonostante l’ottimio 2025, continua ad attirare l’attenzione dei trader grazie a una combinazione di numeri operativi in forte accelerazione e a una strategia di crescita che si riflette con chiarezza nei flussi di raccolta. Il dato più rilevante arriva dal 2025, chiuso con una raccolta complessiva pari a 32,1 miliardi di euro, quasi il doppio rispetto all’anno precedente. Una dinamica che suggerisce non solo una forte capacità commerciale, ma anche una crescente attrattività dei prodotti e delle piattaforme del gruppo in diversi contesti geografici.
Il mese di dicembre è stato un caso emblematico: la raccolta ha raggiunto 14,1 miliardi, includendo il contributo delle recenti acquisizioni negli Stati Uniti e in Brasile. Per i trader, questo tipo di accelerazione è particolarmente interessante perché fornisce visibilità immediata sui ricavi futuri, soprattutto in un settore come il risparmio gestito, dove i flussi sono una variabile chiave per la redditività. Il superamento degli obiettivi annuali di raccolta, fissati tra 28 e 31 miliardi, rafforza ulteriormente la credibilità del management e riduce l’incertezza sulle stime di medio periodo.
Masse in crescita e leva operativa: il mix che piace al mercato
Un altro elemento che rende Azimut appetibile agli occhi dei trader è la crescita delle masse totali, salite a 140,9 miliardi di euro, con un incremento annuo del 31 per cento. Questo dato ha un impatto diretto sulla leva operativa del gruppo: a masse più elevate corrisponde una maggiore capacità di generare commissioni ricorrenti, con costi che crescono in modo più contenuto. In termini di mercato, ciò si traduce in una maggiore prevedibilità degli utili, fattore che tende a ridurre la volatilità negativa e a sostenere i multipli.
La reazione del titolo Azimut in borsa è coerente con questo quadro. Il superamento della soglia dei 37 euro per azione segnala che il mercato sta premiando non solo i risultati passati, ma anche le prospettive di crescita. Per i trader di breve periodo, questi livelli rappresentano al tempo stesso un segnale di forza relativa e un’area tecnica di riferimento, attorno alla quale si concentrano volumi e strategie tattiche.
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Espansione internazionale e nuovi prodotti: driver per il rerating
A rendere la storia Azimut particolarmente interessante è anche la dimensione strategica. Il rafforzamento della presenza internazionale, con l’ingresso in nuovi mercati e il consolidamento di quelli già presidiati, amplia la base di raccolta e riduce la dipendenza da singole aree geografiche. L’integrazione della piattaforma statunitense multi-boutique, che porta in dote masse consolidate per circa 53 miliardi di dollari, rappresenta un passo rilevante in termini di scala e diversificazione.
Dal punto di vista dei trader, conta soprattutto il fatto che queste operazioni abbiano un impatto immediato sulla redditività e sulla crescita delle masse, come dimostra l’aumento delle attività sottostanti registrato dopo l’annuncio dell’operazione. A questo si aggiunge il prossimo ingresso nel segmento degli ETF a gestione attiva negli Stati Uniti, un mercato in forte espansione e particolarmente seguito dagli investitori globali.
Tirando una linea, ciò che piace ai trader attivi sulle Azimut è la combinazione di flussi record, crescita delle masse, visibilità sugli utili e catalizzatori strategici credibili. La raccolta resta il cuore della tesi di investimento: finché i numeri continueranno a confermare un ritmo di crescita superiore alla media del settore, il titolo potrebbe continuare a tenere un profilo di forte interesse.
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