I butterfly certificates fanno parte della famiglia dei certificati a capitale protetto. In questa categoria di certificates la somma investita nel momento della sottoscrizione del prodotto finanziario verrà restituita alla scadenza del certificato anche se la performance è stata negativa. A questa cifra vanno ovviamente sottratti i premi da versare alla banca che ha aperto la posizione finanziaria.

I butterfly certificates sono simili ai certificates double win sia perché facenti parte della categoria a capitale protetto sia perché il guadagno può esserci sia in caso di rialzo che di ribasso del sottostante. La differenza sostanziale sta proprio nell’entità della variazione di valore. Infatti un rialzo o un ribasso eccessivo non porta a nessun profitto. Leggendo queste parole probabilmente risulterà difficile capire il meccanismo soprattutto per i non esperti, ma continuando a leggere il nostro articolo siamo certi che vi schiarirete le idee.

I butterfly certificates consentono all’investitore di ottenere un guadagno se l’andamento del valore del sottostante non superi i livelli di barriera, che sono prefissati in fase di sottoscrizione del certificato con la banca. In caso di superamento del livello di barriera (che si trova sia in una fascia di prezzo più bassa che più alta rispetto al valore di partenza) l’investitore non perderebbe nulla (ad eccezione dei premi, lo ricordiamo) proprio perché i butterfly certificates fanno parte dei certificati a capitale protetto.

Opzionale è invece la leva finanziaria, grazie alla quale i profitti potrebbero aumentare tenendo conto il livello della leva. Infatti se questa dovesse essere pari a 2:1 i profitti raddoppierebbero, mentre resta protetto il capitale in caso di performance negativa del certificato.

Butterfly significa farfalla e infatti il disegno grafico ricorda due ali, l’una presente verso l’alto, l’altra verso il basso, con al centro il valore di partenza del certificato.

butterfly certificates

butterfly certificates: come funzionano?

In questo articolo spiegheremo il funzionamento dei butterfly certificates partendo dall’elenco dei termini che li riguardano. In seguito faremo un esempio verosimile su un certificato sul petrolio WTI. I valori da noi riportati saranno totalmente inventati e saranno utili solo ai fini della comprensione del funzionamento dei butterfly certificates.

Se hai dubbi su cosa siano i certificati vi invitiamo a leggere il nostro approfondimento dedicato a questo prodotto finanziario derivato >>> Cosa sono i certificates e come funzionano? [Guida alle tipologie]

Se invece vuoi saperne di più sui certificati a leva finanziaria potrebbe esservi utile approfondire l’argomento qui >>> Certificates a leva finanziaria: cosa sono i certificati turbo?

Butterfly certificates: terminologia

Per facilitarvi nella comprensione dei butterfly certificates stileremo un elenco dei termini che ci saranno utili nell’esempio che faremo nel paragrafo successivo.

  • Sottostante: bene finanziario legato al certificato. Sarà fondamentale per comprendere la sua variazione alla scadenza del butterfly certificate.
  • Strike: valore di partenza del sottostante. Per capire l’entità della variazione bisogna chiaramente partire da un valore iniziale.
  • Multiplo: quantità del sottostante all’interno del certificato.
  • Livelli di barriera: vera particolarità del certificato è la presenza di due livelli di barriera. L’uno situato sopra lo strike, l’altro posto sotto. Se il sottostante termina la sua attività all’interno dei due limiti di barriera il certificato è da considerarsi positivo, altrimenti è da ritenersi nullo.
  • Scadenza: giorno in cui scade il certificato e si verifica la sua performance.

Notiamo subito che è un certificato molto semplice da comprendere. I butterfly certificates sono dedicati agli investitori con una bassa propensione al rischio, infatti non vi è possibilità di perdita, ad eccezione dei premi da pagare alla banca per mantenere la posizione finanziaria aperta. Premi che andrebbero versati anche in caso di performance positiva del certificato.

Esempio

Compresa la terminologia dei butterfly certificates, siamo finalmente giunti all’esempio che proverà a chiarire definitivamente come funziona questa tipologia di certificati.

Un investitore si reca presso la propria filiale di banca per sottoscrivere un certificato butterfly dalla durata di 3 anni investendo 10.000$. Il sottostante del certificato è il prezzo del petrolio WTI, che in fase di emissione è pari a 60$ al barile. Per far sì che scatti il premio dovuto all’opzione butterfly, la quotazione del greggio americano non dovrà superare al rialzo i 100$ e al ribasso i 50$.

Alla scadenza del certificato, dunque dopo i 3 anni, potrebbero verificarsi 3 ipotesi:

  1. Il prezzo del petrolio WTI sarà di 80$ al barile, in crescita del 33,3% rispetto al valore iniziale. Il risparmiatore avrà indietro 13.330$ (10.000+3.330).
  2. Il greggio americano sarà valutato o 110$ o 40$, dunque oltre i limiti consentiti dal certificato. Il risparmiatore non otterrebbe alcun guadagno, ma avrebbe indietro l’intero capitale investito.
  3. Il prezzo del petrolio WTI sarà di 55$, in calo dell’8,33%. Il risparmiatore riceverebbe dalla banca una somma pari a 10.833$ (10.000+833).
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