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Meteofinanza.com - martedì, 14 agosto 2018

Cosa sono i certificates e come funzionano? [Guida alle tipologie]

I certificates a capitale protetto sono una tipologia che consentono al risparmiatore di salvare il proprio capitale nel caso in cui la prestazione del certificato dovesse risultare negativa. Questa tipologia è dedicata agli investitori con nessuna propensione al rischio. I certificates a capitale protetto sono infatti considerati un investimento al riparo da perdite.

I certificates a capitale non protetto invece sono strumenti finanziari privi di protezione del denaro investito. Questi sono dunque dedicati ai risparmiatori con un’alta propensione al rischio. Il rendimento può essere molto elevato, così come la possibilità di perdere il capitale investito.

I certificates a capitale condizionatamente protetto consentono al risparmiatore di poter salvare una fetta del capitale investito grazie alla presenza di un livello di barriera. Se il sottostante infatti non dovesse superare questo livello l’investitore otterrebbe un guadagno anche se la performance fosse negativa.

Ogni somma menzionata in questo articolo dovrà essere considerata lorda, dunque non al netto di tasse e commissioni.

Cosa sono i certificates e come funzionano? [Guida alle tipologie]

Come funzionano i certificates a capitale protetto, come quelli a capitale non protetto e come quelli a capitale condizionatamente protetto? Quante sottocategorie esistono? In questo articolo parleremo delle principali sottocategorie di certificati. I più cercati sono “Unicredit certificates” e “Bnp Certificates

Che cosa sono i certificates?

Prima di addentrarci nel funzionamento dei certificates a capitale protetto è necessario spiegare in cosa consiste questo strumento finanziario.

I certificates sono strumenti finanziari derivati cartolarizzati che replicano l’andamento del sottostante. Possono essere tradotti in italiano in certificati e sono negoziati sul mercato SeDex. Quest’ultimo è il mercato di Borsa Italiana concernente proprio i certificates e il suo acronimo sta per Securitised Derivatives Exchange.

Cosa sono i certificates e come funzionano? [Guida alle tipologie]

Investire in certificates non significa farlo direttamente sull’asset scelto, ma su uno strumento che ne emula l’andamento. È lo stesso discorso che si applica per i CFD, i Contratti per Differenza, dove il trader investe con leva finanziaria sul movimento delle coppie di valute, delle materie prime, sugli ETF e su altri asset. Esistono inoltre anche i certificates con leva finanziaria.

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I certificates sono una valida alternativa all’investimento diretto nel sottostante, ma cosa significa questo termine?

Il sottostante può essere un titolo azionario, una materia prima, un tasso di interesse, un indice di borsa, una coppia di valute del Forex e così via.

A differenza dei CFD, dove basta registrarsi su una piattaforma di trading online offerta da un broker, ad emettere i certificati sono le banche. Il certificato viene quindi stipulato fra quest’ultime e gli investitori, che possono essere sia istituzionali che privati. I certificates sono infatti strumenti finanziari accessibili a tutti.

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Leggi anche: Certificates a leva finanziaria: cosa sono? 

Certificates a capitale protetto: digital

I certificates a capitale protetto digital sono una tipologia dove è possibile ottenere un profitto qualora il sottostante dovesse raggiungere una determinata quota nell’arco della durata del certificato. Quest’ultima varia dai 3 ai 6 anni.

I digital prevedono permettono al risparmiatore di poter scegliere sia di investire sulla performance al rialzo (long) sia al ribasso (short) del sottostante. Essendo il capitale protetto, in caso di non raggiungimento del livello digital non ci sarebbe alcuna perdita e la somma investita tornerebbe alla scadenza del certificato al risparmiatore.

Con un esempio spiegheremo brevemente il funzionamento dei certificates a capitale protetto digital.

Il risparmiatore sottoscrive presso la sua banca il certificato digital long con sottostante il cambio euro dollaro. La durata del certificato sarà di 4 anni e l’investimento è pari a 10.000€. Nel momento della sottoscrizione EUR/USD si trova a 1,23, mentre il livello digital è concordato a 1,27 e il raggiungimento di tale livello viene osservato ogni 2 anni e in tal caso il premio sarebbe di 1.000€.

Dopo due anni se il cambio euro dollaro dovesse aver raggiunto quota 1,27 l’investitore otterrebbe 1.000€ di premio per aver raggiunto il livello digital, in caso contrario non accadrebbe nulla.

Dopo altri due anni, dunque al termine del certificato potremmo avere tre ipotesi:

  1. Il sottostante ha raggiunto nuovamente quota 1,27 attestandosi lì nella data di scadenza con una crescita del 3,25% nei 4 anni. Oltre ai 1.000€ del premio verrà riconosciuta la performance positiva del cambio euro dollaro e dunque il risparmiatore otterrebbe indietro 10.325€ (10.000+325).
  2. Il cambio EUR/USD non raggiunge quota 1,27, ma si attesta a 1,24, ottenendo una perfomance positiva dello 0,81%. All’investitore tornerebbero 10.081€.
  3. Il cambio euro dollaro giunge a quota 1,20, il risparmiatore non otterrebbe nessun premio e avrebbe indietro il capitale investito, ovvero 10.000€.

Certificates a capitale protetto: double win

I certificates a capitale protetto double win sono una tipologia che permette al risparmiatore di ottenere dei profitti sia in caso di performance positiva che negativa del sottostante. Il guadagno dipende dunque dalla variazione del valore del sottostante dal livello di partenza. La durata del certificato varia dai 3 ai 5 anni.

Cosa sono i certificates e come funzionano? [Guida alle tipologie]

Il certificato double win essendo a capitale protetto non prevede alcuna perdita per il risparmiatore. Esso è quindi particolarmente indicato per gli investitori con una bassa propensione al rischio, come coloro che prediligono l’obbligazionario.

Come funziona un certificato double win? Elaboreremo un esempio per aiutarvi nella comprensione.

Un risparmiatore sottoscrive un certificato double win investendo 10.000€ sulle azioni Intesa, quotate su Borsa Italiana. La durata del certificato è di 5 anni e il valore delle azioni della banca al momento della sottoscrizione è pari a 3€.

Alla scadenza del certificato bisognerà osservare la variazione del prezzo delle azioni. In caso di non variazione, valore pari a 3€, l’investitore non otterrà nessun guadagno; invece in caso di variazione potremmo avere due ipotesi.

  1. Il valore di ogni azione Intesa aumenta del 50% e arriva a 4,5€. Il risparmiatore otterrebbe indietro 15.000€, pari al 50% del capitale investito.
  2. Il prezzo di ogni azione intesa scende del 20% e giunge a 2,4€. L’investitore avrebbe il diritto di ricevere 12.000€, che corrispondono al 20% dei primi 10.000€ investiti.

Certificates a capitale protetto: butterfly

I certificates a capitale protetto butterfly sono strumenti finanziari simili ai double win, dal momento che non sono caratterizzati dalla scelta della direzione del sottostante, ma solo dalla sua entità. A differenza dei double win, i butterfly portano un guadagno se la performance del sottostante (al rialzo o al ribasso) non dovesse superare una determinata barriera.

In caso di superamento di quest’ultima, però, non ci sarebbe alcuna perdita dato che il capitale investito è protetto. La durata di questa tipologia di certificati è fra i 2 e i 5 anni e potrebbe essere inserita la leva finanziaria per ottenere profitti più ampi.

Spiegheremo come funziona un certificato butterfly attraverso un esempio.

Un investitore si reca presso la propria filiale di banca per sottoscrivere un certificato butterfly dalla durata di 3 anni investendo 10.000$. Il sottostante del certificato è il prezzo del petrolio WTI, che in fase di emissione è pari a 60$ al barile. Per far sì che scatti il premio dovuto all’opzione butterfly, la quotazione del greggio americano non dovrà superare al rialzo i 100$ e al ribasso i 50$.

Alla scadenza del certificato, dunque dopo i 3 anni, potrebbero verificarsi 3 ipotesi:

  1. Il prezzo del petrolio WTI sarà di 80$ al barile, in crescita del 33,3% rispetto al valore iniziale. Il risparmiatore avrà indietro 13.330$ (10.000+3.330).
  2. Il greggio americano sarà valutato o 110$ o 40$, dunque oltre i limiti consentiti dal certificato. Il risparmiatore non otterrebbe alcun guadagno, ma avrebbe indietro l’intero capitale investito.
  3. Il prezzo del petrolio WTI sarà di 55$, in calo dell’8,33%. Il risparmiatore riceverebbe dalla banca una somma pari a 10.833$ (10.000+833).

Certificates a capitale non protetto: benchmark

I certificates a capitale non protetto benchmark sono una tipologia molto facile da comprendere. Infatti i benchmark seguono semplicemente l’andamento del sottostante. Il risparmiatore ottiene un guadagno in caso di performance positiva, in caso contrario andrebbe incontro a una perdita. Se quest’ultima dovesse essere consistente il capitale investito potrebbe essere a rischio non essendo protetto.

Cosa sono i certificates e come funzionano? [Guida alle tipologie]

Sono considerati un investimento a medio termine dal momento che la sua durata varia dai 3 ai 5 anni.

Come funziona un certificato benchmark? Lo illustreremo con un esempio.

Un investitore sottoscrive con il proprio istituto bancario di fiducia il certificato benchmark che ha come sottostante il prezzo del gas naturale. La durata del certificato è di 4 anni e l’investimento è pari a 5.000 dollari. Al momento dell’emissione il prezzo del gas naturale è di 3$.

Dopo 4 anni il certificato si conclude e possiamo osservare due ipotesi:

  1. Il prezzo del gas naturale sale a 6$, dunque l’investitore ottiene un rendimento del 100% pari a 5.000$ oltre al rimborso del capitale investito.
  2. Il gas naturale si deprezza fino a 2$, quindi il sottostante ha registrato una performance negativa del 33,3%. La perdita complessiva da scalare dal capitale investito è pari a 1.665$.

Certificates a capitale non protetto: discount

I certificates a capitale non protetto discount sono una tipologia dedicata agli investitori che vorrebbero un leggero guadagno con una probabilità però più alta. Il sottostante viene acquistato infatti con uno sconto, da qui il nome discount.

Il risparmiatore dovrà però limitare i guadagni qualora il sottostante dovesse ottenere una performance molto positiva. Se il sottostante dovesse superare una determinata soglia, denominata cap, l’investitore non otterrebbe alcun guadagno da questa prestazione extra.

Per comprendere al meglio questa tipologia di certificati ricorreremo a un esempio.

Il risparmiatore sottoscrive in banca il certificato discount con sottostante il titolo azionario Facebook, che in quel momento vale 180$, ma grazie allo sconto vengono comprate a 150$ l’una. L’investimento è su 10 azioni ed è pari a 1.500$ e la durata del certificato è di 5 anni. La soglia cap viene stabilita a 250$.

Alla scadenza del certificato discount potremmo avere delle ipotesi, tra cui:

  1. Le azioni Facebook salgono fino a 300$ l’una, ma essendo il cap fissato a 250$ bisogna considerare solo quest’ultima cifra. L’incremento è di 100$ per azione, dunque il profitto dell’investitore è di 1.000$.
  2. Il valore delle azioni Facebook scende a 170$, ma grazie allo sconto il risparmiatore ha ottenuto una performance positiva di 20$ per azione. Il guadagno complessivo sarà di 200$.
  3. Il prezzo delle azioni Facebook scende a 100$. La perdita per azione è di 50$ per un totale di 500$.

Certificates a capitale non protetto: outperformance

I certificates a capitale non protetto outperformance sono una tipologia che prevede l’uso della leva finanziaria solo se la performance del sottostante è positiva. In caso contrario non ci sarebbe nessun effetto leva e le perdite non verrebbero amplificate come invece accade per i guadagni.

Gli outperformance sono certificati dedicati a chi desidera poter sfruttare l’effetto della leva finanziaria qualora la previsione risultasse corretta. Inoltre la non attivazione della leva finanziaria in caso di prestazione negativa del sottostante consente al risparmiatore di contenere le perdite.

Cosa sono i certificates e come funzionano? [Guida alle tipologie]

Con un esempio cercheremo di spiegare al meglio come funzionano i certificates outperformance.

Il certificato outperformance emesso dalla banca ha come sottostante l’indice FTSE MIB, ovvero il principale della borsa italiana. La sua durata è di 3 anni e al momento dell’emissione l’indice è quotato a 22.000 punti. L’investimento è di 10.000€ e la leva finanziaria è di 1:100.

Alla scadenza dei tre anni si osserva il valore dell’indice FTSE MIB e potremmo avere due ipotesi:

  1. L’indice FTSE MIB è a quota 24.000 punti con una crescita del 9,09%. Grazie alla performance positiva si attiva la leva finanziaria e il profitto diventa di 90.900€.
  2. Il maggiore indice della borsa italiana quota a 20.000 punti con un calo del 9,09%. Trattandosi di prestazione negativa del sottostante non si attiva la leva finanziaria e la perdita è pari a 909€.

Certificates a capitale condizionatamente protetto: cash collect

I certificates a capitale condizionatamente protetto cash collect danno l’opportunità al risparmiatore di ottenere profitti anche con una prestazione negativa del sottostante. Proprio come un investimento obbligazionario, anche i certificati cash collect consentono lo staccamento delle cedole, ma solo se il sottostante si trova nelle date di osservazione sopra il livello di barriera.

In queste date è possibile chiudere il certificato e ottenere anticipatamente i profitti se il sottostante si trova in un’area di guadagno, ovvero sopra la soglia di barriera, che viene stabilita al momento dell’emissione del certificato. Sotto il livello di barriera il capitale investito sarebbe a rischio.

Come per le altre tipologie di certificati, anche qui illustreremo con un esempio il loro funzionamento.

L’investitore sottoscrive in banca il certificato cash collect con sottostante il prezzo dell’oro, che al momento dell’emissione è pari a 1.300$ l’oncia. La durata del certificato è di 5 anni con data di osservazione ogni anno. L’investimenti è pari a 10.000$, mentre il livello di barriera è posizionato a 1.250$. La cedola è pari al 2% del capitale investito.

Ogni anno si controlla il prezzo dell’oro e se questo dovesse essere sopra i 1250$ l’oncia l’investitore riceverebbe la cedola. Qualora lo volesse egli potrebbe chiudere il certificato e ottenere un profitto se il prezzo dell’oro si dovesse trovare sopra il livello di barriera.

Dopo i 5 anni potremmo avere sostanzialmente tre ipotesi:

  1. Il prezzo dell’oro è pari a 1.400$ ottenendo una crescita del 7,69%. L’investitore ottiene un guadagno di 769$ più il rimborso del capitale investito ed eventuali cedole riscosse durante le date di osservazione.
  2. L’oro è quotato a 1.280$ subendo un ribasso dell’1,54%. Non avendo superato il livello di barriera il certificato è da considerarsi positivo e il risparmiatore riceve il rimborso del capitale investito più l’importo ottenuto da eventuali cedole.
  3. Il valore dell’oro scende fino a 1.200$ l’oncia subendo un calo del 7,69%. Essendo stato superato il livello di barriera al risparmiatore vengono sottratti 769$ dal rimborso del capitale investito. Se nelle date di osservazione il prezzo dell’oro fosse stato sotto i 1.250$ l’oncia si sarebbero staccate le cedole.

Certificates a capitale condizionatamente protetto: twin-win

La particolarità dei certificates a capitale condizionatamente protetto twin-win consiste nella possibilità di fare profitto sia in caso di performance positiva che negativa del sottostante entro un certo limite, definito livello di barriera. Eccetto quest’ultima caratteristica sono molto simili ai certificates a capitale protetto double win. 

Un’altra peculiarità dei certificati twin-win è la maggiorazione dei profitti dovuta dalla partecipazione al rialzo o al ribasso. In questa tipologia di certificati qualsiasi performance positiva del sottostante genera guadagni grazie anche a un bonus stabilito in fase di emissione; mentre una performance negativa del sottostante può garantire profitti solo se non va oltre il livello di barriera aggiungendo una maggiorazione prefissata al momento della sottoscrizione del certificato. Oltre la soglia di barriera il capitale investito può essere a rischio.

Cosa sono i certificates e come funzionano? [Guida alle tipologie]Di seguito spiegheremo con un esempio il funzionamento di questa tipologia di certificati.

Un risparmiatore sottoscrive un certificato twin-win in banca investendo 1.000€. Il sottostante al quale è collegato il certificato è l’indice DAX di Francoforte, che al momento dell’emissione è quotato a 12.000 punti. La barriera è fissata a 9.600 punti (-20%) , mentre la partecipazione al rialzo gioverebbe del 120% e quella al ribasso del 70%. La durata del certificato è di 4 anni. 

Alla scadenza del certificato twin-win potremmo avere tre ipotesi

  1. L’indice DAX si trova a 13.000 punti ottenendo una crescita dell‘8,33% portando nelle tasche dell’investitore un profitto di 83,3€, ma con la partecipazione al rialzo (+120%) la cifra sale a 99,96€.
  2. Il maggiore indice della borsa tedesca è quotato a 10.000 punti subendo una calo del 16,66%, pari a 166,6€, ma a causa della partecipazione al ribasso precedentemente stabilita al 70% il profitto scende a 116,62€.
  3. Il valore dell’indice DAX scende fino a 9.000 punti, andando oltre il livello di barriera. Il capitale perde la protezione e il risparmiatore subirà una perdita di 250€, pari al 25% della somma inizialmente investita.

Certificates a capitale condizionatamente protetto: airbag

I certificates a capitale non protetto airbag permettono all’investitore di attenuare le perdite in caso di performance negativa del sottostante, da qui il nome airbag. Questa tipologia di certificati è quindi dedicata agli investitori con una bassa propensione al rischio. È presente un livello di barriera che protegge il capitale, ma una perdita eccessiva potrebbe però causare la perdita del denaro investito. La vita di questo tipo di certificati varia dai 2 ai 5 anni.

Come funzionano i certificati airbag? Andiamo nello specifico grazie a un esempio verosimile.

Un risparmiatore sottoscrive un certificato airbag in banca con sottostante il prezzo dell’argento, che al momento dell’emissione è pari a 17$. L’investimento è di 10.000$ e la durata del certificato è di 2 anni. Il livello di barriera viene stabilito a 15,30%, che corrisponde al 70% del valore in fase di emissione, mentre il rapporto airbag è 1,1.

Al termine dei due anni potremmo avere le seguenti ipotesi:

  1. Il prezzo dell’argento è pari a 18$ ottenendo una crescita del 5,88%. L’investitore ha quindi un profitto di 588$.
  2. L’argento viene valutato 16$ subendo dunque un deprezzamento, senza però raggiungere il livello di barriera. Il risparmiatore riceverà semplicemente indietro il capitale investito.
  3. La quotazione dell’argento scende a 15$ andando sotto il livello di barriera. La performance negativa è dell’11,76% e la perdita senza effetto airbag sarebbe stata di 1.176$. Invece grazie al rapporto airbag di 1,1 la perdita si riduce a 295$.

Certificates a capitale condizionatamente protetto: express

La caratteristica dei certificates a capitale condizionatamente protetto express consiste nella possibilità di chiudere proficuamente il certificato prima della sua data di scadenza. Se infatti durante una delle date di osservazione l’obiettivo del certificato viene raggiunto prima del termine dello stesso, il risparmiatore potrebbe decidere di chiuderlo e incassare i guadagni. È presente un livello di barriera che consente la salvaguardia del capitale investito qualora il valore del sottostante non dovesse superarlo. Oltre questo livello la somma investita potrebbe essere a rischio.

Cosa sono i certificates e come funzionano? [Guida alle tipologie]

Come funziona un certificato express? Lo illustreremo con un esempio esaustivo.

Un investitore sottoscrive un certificato express con sottostante il titolo azionario Mediobanca che al momento dell’emissione ha un valore di 9€ per azione. La durata del certificato express è di un anno e la data di osservazione viene concordata ogni 4 mesi. L’investimento totale è pari a 1.000€ e il livello di barriera viene concordato a 7,2%, che corrisponde all’80% del valore iniziale del sottostante. Il certificato si può chiudere anticipatamente qualora il titolo Mediobanca dovesse raggiungere quota 10€, pari a una crescita dell’11,11%.

Potremmo avere le seguenti ipotesi:

  1. Alla prima data di osservazione Mediobanca raggiunge quota 10€, il certificato viene concluso e l’investitore ottiene un guadagno di 111€.
  2. Se alla prima data di osservazione il titolo azionario dovesse stazionare sotto i 10€, ma questa cifra venisse raggiunta alla seconda data di osservazione, allora il risparmiatore otterrebbe anticipatamente il profitto che gli spetta, pari a 111€.
  3. Mediobanca non raggiunge mai quota 10€, ma al termine del certificato si trova a 9,50€, ottenendo una performance positiva del 5,55%. L’investitore guadagna dunque 55,5€ oltre al rimborso del capitale investito.
  4. Il titolo di Mediobanca scende a 7€ e termina sotto il limite di barriera. La performance negativa è del 32,33%. La perdita totale ammonta a 323€.

Conclusioni

I certificates a capitale protetto sono dedicati agli investitori con una bassa propensione al rischio e che solitamente investono il proprio denaro in obbligazioni. Con il calo dei rendimenti dei bond, i certificates hanno preso piede in Italia, Paese connotato da un’ampia presenza di investitori obbligazionari.

I certificates a capitale non protetto sono invece strumenti finanziari con alto rendimento, ma anche con alto rischio. Non essendoci alcuna barriera c’è il rischio di perdere l’intero capitale investito. Questi strumenti finanziari sono quindi indicati per chi ha propensione al rischio e non a chi predilige l’investimento obbligazionario.

I certificates a capitale condizionatamente protetto hanno la peculiarità del livello di barriera. Grazie a questo elemento è possibile salvaguardare il denaro investito anche se l’operazione non va a buon fine. Tra di questi figurano i cash collect, che somigliano più degli altri a un investimento obbligazionario dal momento che vi è la possibilità di ricevere periodicamente delle cedole.

L’Associazione italiana certificati e prodotti di investimento (Acepi) ha stimato che nel 2017 il settore dei certificates ha chiuso in positivo con una crescita del 9% rispetto all’anno precedente. La stessa associazione ha pubblicato un report dove spiega che sono stati collocati 7,67 miliardi di euro in certificates.

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