Come abbiamo più volte ricordato su queste pagine, l’analisi tecnica si basa su diversi assunti, e uno di queste è sicuramente legato alle tendenze. Di norma, gli operatori di mercato sperano di acquistare uno strumento finanziario quando si trova all’inizio di una tendenza al rialzo (e dunque a un prezzo “basso”), per poi seguire la tendenza e, quindi, vendere lo strumento quando il trend si conclude a un prezzo elevato.

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Scritto così, il tutto sembra essere fin troppo semplice. Tuttavia, per poter realizzare questa strategia all’interno di un mercato dinamico occorrono capacità non comuni, visto e considerato che la determinazione di una tendenza e una possibile inversione di tendenza è, in molti casi, una decisione soggettiva, che fa affidamento sulle proprie abilità e sull’esperienza del mercato Forex che un trader può possedere, oltre che sulla sua effettiva capacità di controllare le proprie emozioni.

D’altronde – e anche su questo tema ci siamo soffermati a lungo – se è vero che tutti gli investitori commettono degli errori, è anche vero che solo i trader professionisti sanno come rettificare gli sbagli in maniera efficace e tempestiva.

Trend Significato: quali sono i termini di base

Prima di spingerci ulteriormente oltre, cerchiamo di fare un po’ di chiarezza e soffermarci su alcuni dei principali termini di base.

Iniziamo dunque con il definire “tendenza” la direzione dei prezzi di mercato. Quando ci riferiamo a una tendenza, inoltre, intendiamo di norma un trend direzionale (formato da prezzi in aumento o in calo), da cui un trader può ottenere un profitto, a patto che possa usare un metodo di trend-following appropriato. Come intuibile, si forma una tendenza al rialzo (trend rialzista), quando i prezzi raggiungono picchi più alti e valori più alti con il passare del tempo.

Di contro, si forma una tendenza decrescente (trend al ribasso), quando i prezzi raggiungono picchi sempre più bassi con il passare del tempo.

È anche possibile che il mercato possa sperimentare un tendenza laterale (piatta), che si verifica quando i prezzi tendono a scambiare in un intervallo specifico senza dimostrare un significativo movimento verso l’alto o verso il basso. Insomma, in questo range i prezzi possono ben muoversi su e giù, ma rimangono all’incirca allo stesso livello di “partenza”.

Generalmente, tale configurazione si verifica dopo che una tendenza più ampia ha raggiunto un arresto temporaneo. A volte questa particolare (e diffusa) tendenza può definirsi come area di consolidamento o di congestione.

A questo punto diviene fondamentale ricordare che i metodi che seguono la tendenza mostrano buoni risultati solo durante i trend al rialzo e al ribasso, ma non funzionano correttamente nei mercati non di tendenza, o di tendenza laterale. Per affrontare le tendenze laterali, la maggior parte degli analisti tecnici utilizza oscillatori di prezzo, e noi al momento non affronteremo questo tema, rimandandolo invece in una fase successiva.

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Analizzare il trend: cosa deve decidere l’investitore

Compiendo un piccolo passo in avanti, possiamo ora ammettere come in termini strategici, un trader che si affida all’analisi tecnica deve decidere:

  • in primo luogo, quando aprire una posizione;
  • in secondo luogo, quando uscire dalla posizione.

A sua volta, l’uscita dalla posizione sarà condizionata da due sotto-decisioni. L’investitore deve infatti decidere quando uscire da una posizione per conseguire un profitto (quando i prezzi si muovono nella direzione prevista) o decidere quando uscire da una posizione in perdita (quando invece i prezzi si muovono nella direzione opposta a quella prevista). Ogni operatore deve essere consapevole del fatto che la tendenza attuale potrebbe differire da ciò che si aspettava. Pertanto, decidere a quale livello di prezzo vendere e ridurre le perdite prima di entrare in una posizione è un modo per proteggersi da enormi perdite.

Come si può identificare una tendenza

Visto e considerato che ne abbiamo parlato lungamente, cerchiamo ora di comprendere come si possa identificare una tendenza, valutato che da questa fase di identificazione dipenderanno molte delle nostre fortune finanziarie.

In questo ambito, è utile ricordare che, ovviamente, l’azione di prezzo non segue una linea continua e ininterrotta, e che a volte piccoli movimenti “controcorrente” all’interno di una tendenza potrebbero rendere difficile individuare il trend attuale. Inoltre, poiché le tendenze hanno lunghezze diverse, le tendenze a breve termine potrebbero essere intese come “parte” delle tendenze a lungo termine.

Complessivamente, per un analista tecnico, una tendenza è un movimento direzionale dei prezzi che rimane valido abbastanza a lungo in modo che possa essere identificato e sia ancora usufruibile dal proprio modello di trading online. Come risulta essere facilmente intuibile, una tendenza dovrebbe essere identificata il prima possibile ed essere sufficientemente lunga da consentire a un analista tecnico di trarne profitto.

Diversi sono i metodi per poterla intercettare. Alcuni analisti preferiscono ad esempio utilizzare le medie mobili, affinché possano essere appianate le tendenze più brevi all’interno della tendenza di interesse e siano così più facilmente identificabili le tendenze a lungo termine.

Un altro metodo per identificare le tendenze consiste nell’esaminare un grafico dei prezzi, cercando i punti estremi (i massimi e i minimi), che sono separati da determinati periodi di tempo e quindi, tracciare delle linee tra questi punti. Queste linee (le linee di tendenza), possono suggerire quale sia la direzione del prezzo dell’asset e quali i limiti entro i quali il prezzo dovrebbe muoversi.

Nel caso in cui la tendenza sia al ribasso, le linee di tendenza sono tracciate sopra i livelli dei prezzi, mentre se si tracciano le linee di tendenza durante un trend rialzista, di norma vengono tracciate sotto i livelli di prezzo.

Una linea di tendenza è così determinata da dei punti di massimo durante una tendenza al ribasso e da punti di minimo durante una tendenza al rialzo. Intuibilmente, per poter disegnare una linea di tendenza sono necessari almeno due massimi o due minimi, ma affinché la linea sia più significativa, dovranno esserne utilizzati tre o più di tre.

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La tendenza nella teoria di Dow

Charles Dow è stato uno dei primi studiosi moderni ad affermare che i prezzi di mercato sono in linea con le tendenze che si stanno verificando in quel momento. Secondo le formulazioni di Dow, i trader dovrebbero dunque concentrarsi sull’orizzonte temporale che meglio si adatta alle loro preferenze, nella consapevolezza che tutte le tendenze sono “frattali”, ovvero hanno un comportamento identico indipendentemente dal lasso di tempo cui fanno riferimento.

In altri termini, le tendenze che interessano pochi minuti di tempo hanno lo stesso comportamento delle tendenze quotidiane, con le solo piccole differenze causate dalla variazione della liquidità nei periodi di tempo più brevi.

Per schematizzare le sue riflessioni, e renderle più semplici, Dow ha suggerito che esistono tre principali orizzonti temporali: il primario, l’intermedio e il minore, che ha confrontato con le maree, le onde e le increspature. Inoltre, ha affermato che ogni tendenza è influenzata dalla sua prossima tendenza più grande e più piccola, e che all’interno della tendenza al rialzo ci sono molti trend più piccoli, che, da parte loro, sono composti da trend ancora più piccoli, a sottolineare ancora una volta la natura frattale delle tendenze.

Dal nome di Dow nacque l’indice Dow Jones.

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