In tempi di crisi la locuzione recessione economica diventa comune e spesso sono gli stessi notiziari a parlarne, ma che cos’è la recessione in economia? Quali sono le conseguenze e come si può anticipare?

Cos’è la recessione

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Un Paese entra in recessione quando per due trimestri consecutivi si registra una decrescita, ovvero quando il PIL va sotto lo 0%. È infatti riconosciuto a livello mondiale che un solo trimestre negativo non sia indicativo di una recessione.

In queste fasi l’economia di un Paese smette di crescere e si contrae, ma non deve stupire. Infatti le recessioni sono cicliche per il nostro sistema economico, soprattutto dopo una fase di espansione.

Le recessioni possono anche avvenire per cause esterne, come per esempio quella che ha colpito il mondo nel 2020 con la pandemia di Coronavirus.

Se da una parte sappiamo che la durata minima di una recessione è due trimestri, quindi sei mesi, non c’è una durata massima. Essa può variare ed essere circoscritta ai sei mesi o anche durare svariati anni. Starà poi alle politiche dei governi e delle banche centrali o a fattori esterni dare una direzione della crescita economica.

Perché nasce una recessione economica?

Recessione economica

La recessione economica può nascere per diversi fattori. Il più delle volte è stata una crisi finanziaria a portare i Paesi in recessione, una delle più famose è la bolla immobiliare del 2008, ma anche la crisi del 1929, che ha portato poi a un lungo periodo di recessione, chiamato Grande Depressione.

Generalmente infatti se una recessione dura molto tempo viene definita depressione.

La crisi non deve essere necessariamente finanziaria, ne è l’esempio del 2020 con la pandemia di Coronavirus. La recessione economica infatti si è generata per via delle conseguenze della pandemia, ovvero quarantena forzata e stop alla produzione e al consumo.

Una recessione può nascere anche quando c’è un settore in crisi che a catena porta al ribasso gli altri settori.

In conclusione possiamo dire che molti fattori possono generare una recessione e per calcolarla abbiamo lo strumento del PIL che è ritenuto oggi il più affidabile.

3 Indicatori importanti prima di una recessione

Si può anticipare una recessione? Sì e no, ci sono indicatori che possono però fungere da campanello d’allarme, vediamo tre di questi:

  • PIL. Come già anticipato questo indicatore ci mostra la recessione economica, PIL negativo per due trimestri si inizia a parlare di recessione. Un solo trimestre non è sufficiente, ma è un dato che va monitorato.
  • Curva dei rendimenti dei titoli di Stato. Quando i rendimenti delle obbligazioni a breve termine superano i rendimenti delle obbligazioni a lungo termine iniziano i primi sospetti. Significa infatti che gli investitori reputano più pericoloso investire sul prossimo periodo (in cui potrebbe esserci una recessione) anziché sul lungo periodo.
  • Inflazione. Se questa dovesse crescere in modo esponenziale potrebbe causare danni all’economia, in quanto i beni costerebbero di più e diminuisce la domanda da parte dei consumatori. Un’effetto a catena potrebbe portare alla recessione e durante quest’ultima potrebbe verificarsi la deflazione (ovvero il contrario dell’inflazione).

Effetti della recessione economica sui mercati finanziari

Recessione economica effetti

La recessione porta effetti negativi per l’economia di un Paese e spesso a soffirne sono le classi più deboli e più esposte. Infatti in primo luogo potrebbe verificarsi un aumento della disoccupazione e un calo dei salari.

Le aziende in difficoltà sono infatti a volte costrette ad effettuare dei tagli al personale o in ogni caso a non assumere più, lasciando in stagnazione il mercato del lavoro.

Le aziende quotate inoltre soffrono in borsa, il mercato azionario è infatti uno dei più esposti. Essendo in difficoltà gli investitori perdono fiducia nelle società e potrebbe verificarsi un panic selling, con sessioni di borsa pesantemente negative.

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Il mercato obbligazionario anche ne risente, ma ciò dipende anche dalla solidità dello Stato. In caso di Stato solido gli investitori potrebbero rifugiarsi nei titoli di Stato, considerati più sicuri delle azioni, ma se la recessione colpisce uno Stato in crisi non si può escludere un aumento dei rendimenti dei titoli obbligazionari statali.

Le materie prime durante una recessione tendono a crescere, soprattutto i metalli come l’oro che sono considerati dei beni rifugio.

Stessa sorte accade per le cosiddette valute rifugio. Il franco svizzero (CHF) e lo yen giapponese (JPY) sembrano essere le valute rifugio più gettonate dagli investitori Forex per via della solidità dei loro rispettivi Stati, parliamo di Svizzera e Giappone.

Per quanto riguarda le criptovalute è ancora troppo presto dare una spiegazione. C’è chi ritiene il bitcoin l’oro digitale e quindi un bene rifugio, chi invece crede che il settore non possa offrire stabilità e sicurezza anche durante una recessione economica. Il tempo ci potrà fornire più certezze.

In generale quelle elencate non sono certezze, ma tendenze. Ogni recessione economica ha caratteristiche originali e non sempre replicabili. Quando fate trading durante una recessione economica è importante mantenere i nervi saldi e rimanere concentrati. Soprattutto è necessario informarsi di ciò che avviene nel mondo e sui mercati finanziari.

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