Bitcoin continua a perdere adepti. E lo fa nella maniera più dolorsa, con una scissione in programma il 25 ottobre: in tale data il fork darà alla luce Bitcoin Gold, e il mercato pare essere già particolarmente vibrante per poter accogliere lo sbarco nel comparto delle criptovalute della nuova creatura. Purtroppo, però, per Bitcoin le brutte sorprese potrebbero non essere finite.

Arriva Bitcoin Gold

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Senza voler anticipare troppe conclusioni, iniziamo con il rammentare che il 25 ottobre sarà il giorno di nascita di Bitcoin Gold, frutto della nuova scissione che Bitcoin dovrà subire, in maniera non dissimile a quanto già assistito lo scorso 1 agosto con la nascita di Bitcoin Cash. Non totalmente dissimili sono anche le cause che stanno conducendo a questo nuovo divorzio interno alla famiglia Bitcoin, che giorno dopo giorno sembra disgregarsi in maniera crescente, perdendo quel consenso che aveva portato alla nascita del Bitcoin, e che evidentemente è lontana storia.

Così come avvenuto per Bitcoin Cash, inoltre, alla nascita di Bitcoin Gold sembra esservi la volontà di licenziare un nuovo protocollo basato su un codice più leggero e più performante, che dovrebbe finalmente abilitare al mining anche macchine meno attrezzate di quelle attuali e, di conseguenza, aprendo il settore del mining a un crescente numero di operatori privati.

Appare infatti ben chiaro che fino ad ora, con il Bitcoin, le operazioni di mining potevano essere effettuate da chiunque, ma solo a livello potenziale. Nella concretezza era infatti necessario attrezzarsi con computer e software piuttosto onerosi, in grado di alimentare una capacità di calcolo consistente. Ecco per quale motivo in realtà le attività di miner (almeno, quelle rilevanti), sono organizzate in pochi e grandi operatori, prevalentemente localizzati nel mercato cinese.

Di qui, la volontà di tornare alle “origini”, rendendo Bitcoin Gold più democratico rispetto al suo predecessore. Che poi ci si riesca, è tutto un altro discorso.

Il vero pericolo è il 18 novembre?

Come anticipato, non dovrebbe essere questo l’unico intervento di scissione che Bitcoin potrebbe subire. Secondo gli analisti il vero pericolo è infatti quanto accadrà il prossimo 18 novembre, quando dovrebbe essere lanciato un nuovo protocollo – chiamato SegWit2x – ancora più veloce e leggero rispetto ai precedenti. Insomma, in quella data è possibile che Bitcoin possa andare incontro a un nuovo divorzio, forse addirittura più sanguinolento di quello in programma il 25 ottobre.

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