Quando fai operazioni finanziarie il primo pensiero è giustamente sempre relativo ai profitti che potreste ottenere in borsa. In fondo l’obiettivo di ogni trader, risparmiatore o investitore classico è quello di accrescere il proprio patrimonio. Nel trading online o comunemente in borsa ciò si verifica grazie alle plusvalenze, ovvero alla vendita di un prodotto a un prezzo superiore di quello acquistato.

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Purtroppo non è così semplice calcolare il guadagno di un investimento in borsa, dal momento che la plusvalenza è solo il primo passaggio e quel profitto ottenuto è da considerarsi solo lordo. Ci sono infatti delle tasse da pagare, commissioni e trattenute varie che andremo a spiegare in questo articolo.

Vi ricordiamo, come da disclaimer, che l’articolo non è da considerarsi un’esortazione ad investire, ma ha finalità puramente informative e didascaliche. Vi invitiamo quindi a porci domande qualora qualcosa non vi sia chiaro nei contenuti che leggerete utilizzando la sezione dei commenti.

guadagno investimenti in borsa
Come calcolare il guadagno da investimenti in borsa?

Calcolatore profitti in borsa: 1° passaggio – la plusvalenza

Come abbiamo detto il primo passaggio da considerare quando si calcolano i profitti in borsa ottenuti è la plusvalenza. Senza questa avremmo una minusvalenza, che è l’esatto contrario.

Ricapitolando abbiamo:

  • plusvalenza: quando il prezzo di chiusura di un’operazione è superiore al prezzo di apertura;
  • minusvalenza: quando il prezzo di chiusura di un’operazione è inferiore al prezzo di apertura.

Fin qui è tutto molto chiaro. Specifichiamo che in caso di vendita allo scoperto o posizione short con CFD, Futures o Opzioni il discorso sarebbe opposto. Quindi avremmo una plusvalenza quando il prezzo di chiusura di una posizione è inferiore al prezzo di apertura e una minusvalenza quando il prezzo di chiusura di una posizione è superiore al prezzo di apertura.

L’introduzione è ora completa. Andiamo a fare un esempio per spiegare meglio come si calcolano i profitti in borsa.

Supponiamo di aver investito 10.000€ comprando 5.000 azioni di un titolo a 2€ l’una e di averle rivendute a 2,20€ l’una. Abbiamo quindi ottenuto un rendimento lordo del 10% incassando 1.000€. Finisce qui? Assolutamente no, come abbiamo detto il rendimento è lordo e quindi bisogna fare altre operazioni.

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2° passaggio – commissioni finanziamenti overnight

Se stai operando con la tua banca avrete il vantaggio che farà da sostituto d’imposta, la quale però applica commissioni sull’apertura e sulla chiusura di operazioni finanziarie, che in genere si aggira intorno al 0,2%, ma non è un parametro fisso. Ogni banca decide in modo autonomo quale commissioni applicare, se in maniera fissa o a seconda dell’importo investito. È importante leggere nel dettaglio i termini e le condizioni o in alternativa chiedere delucidazioni alla banca stessa.

Supponiamo quindi una commissione dello 0,2% sull’apertura e sulla chiusura della nostra operazione di esempio. Lo 0,2% di 10.000€ sono 20€, mentre lo 0,2% di 11.000€ sono 22€. In totale paghiamo 42€ di commissioni, che vanno quindi tolti dal profitto finale e arriviamo a 958€ (1.000-42).

Calcolatore profitto azioni
Calcolatore profitto azioni

Specifichiamo che utilizzando invece un broker CFD solitamente non ci sono commissioni (non è una regola, verificate sempre presso il broker su cui avete registrato il conto), ma vi è il finanziamento overnight. Per mantenere una posizione finanziaria con i CFD per più di un giorno (o meglio durante la notte) il broker vi chiederà un finanziamento.

Tornando al nostro esempio, al profitto finale dovreste scalare i finanziamenti overnight che si susseguono ogni notte che la posizione finanziaria è rimasta aperta. Se l’operazione di apertura e chiusura è avvenuta nell’arco della giornata si tratta di trading intraday. In questo caso non ci sono finanziamenti overnight da pagare.

Per semplificare ammettiamo di operare con una banca e quindi il nostro calcolo al momento è fermo a un guadagno di 958€, ma non è finita qui.

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Come calcolare guadagni investimenti in borsa: 3° passaggio – Tobin Tax

Nel 2013 il governo Monti introdusse la Tobin Tax, da pagare sull’apertura e sulla chiusura delle operazioni finanziarie che riguardano un prodotto italiano o un derivato con sottostante un prodotto italiano. Per intenderci va pagata sul trading sulle azioni italiane e sull’indice FTSE MIB. Badate bene, la Tobin Tax non si applica sulle società con capitalizzazione di mercato inferiore ai 500 milioni di euro e non si applica sulle operazioni intraday.

Supponiamo di aver svolto la nostra operazione per più di un giorno. Nel nostro esempio specifico la Tobin Tax sarà pari a 10€ per l’apertura dell’operazione e 10€ per la chiusura della stessa. In totale abbiamo quindi una spesa complessiva di 20€.

Il nostro calcolo arriva quindi a 938€, infatti dobbiamo sottrarre 20€ dai 958€ che avevamo considerato nel paragrafo precedente.

Ora posso considerate questo profitto netto? Ancora no, c’è un ultimo passaggio, probabilmente il più esoso.

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4° passaggio: la tassa sulle rendite finanziarie

Si tratta dell’imposta più esosa perché oggi è del 26%. L’operazione da fare è quindi piuttosto semplice, anche se molto sofferta.

Bisogna calcolare il 26% di 938€, ovvero 243,88€ e toglierlo dal calcolo finale.

Il profitto netto dell’esempio da noi riportato è quindi pari a 694,12€, avendo sottratto 243,88€ a 938€.

Dai 1.000€ lordi di partenza siamo giunti a 694,12€ lasciando sul terreno 305,88€, circa il 30,59%.

Quando si calcolano i profitti ottenuti da investimenti in borsa è bene considerare tutti questi passaggi e non considerare la rendita lorda come netta.

Specifichiamo che il nostro esempio riguardava un titolo azionario. Su altri prodotti finanziari il discorso è diverso, come abbiamo visto per esempio con i CFD ci sono alcuni accorgimenti, mentre segnaliamo per esempio che sul Forex o sui CFD materie prime o CFD azioni/indici esteri la Tobin Tax non va pagata.

Non prendete l’esempio come assoluto, ma solo come uno spunto per calcolare il vostro profitto ottenuto da guadagni in borsa.

Broker sostituti d’imposta e non

Operando con una banca solitamente questa funge da sostituto d’imposta. Che significa? Che è la banca a calcolare le tasse da pagare e voi dovrete solo limitarvi a fare trading online.

Dunque all’apertura e alla chiusura delle operazioni l’intermediario sostituto d’imposta applicherà già tutte le commissioni e le tasse da pagare e il profitto che vedrete sarà netto. È assolutamente necessario informarsi se il vostro intermediario finanziario svolga o meno la funzione di sostituto d’imposta. In caso contrario infatti dovrete calcolare tutto voi e pagare le tasse autonomamente.

Infatti operando con broker CFD come eToro e Plus500 dovrete fare tutto autonomamente. Il broker comunque vi aiuta inviandovi il report dettagliato delle vostre attività, in questa maniera il calcolo sarà agevolato e sarà molto più semplice calcolare le imposte.

Come si pagano le imposte? Innanzitutto le plusvalenze e le minusvalenze vanno registrate in fase di dichiarazione dei redditi. Dopo di che il pagamento di queste imposte va svolto nel regime dichiarativo, ossia tramite il modello F24.

La Tobin Tax va pagata entro il 31 marzo riferendosi all’anno precedente, specificando che tipo di operazione avete effettuato, ovvero se con derivati o tramite acquisto diretto delle azioni.

Vediamo ora quali sono i broker online che offrono un trading senza commissioni, ma che non fungono da sostituti d’imposta.

Trading senza commissioni: eToro

Un broker che permette la possibilità di negoziare senza commissioni con e senza i CFD (in alcuni casi) è eToro, che noi di Meteofinanza.com consigliamo la valutazione soprattutto per la funzione del Social Trading.

Sulla piattaforma di eToro è possibile fare trading su moltissimi asset , come il Forex, le materie prime, le criptovalute, gli indici, le azioni e gli ETF.

Come far rendere i risparmi col trading CFD

Uno dei vantaggi di eToro è proprio l’assenza di commissioni sull’apertura o sulla chiusura delle posizioni dei trader, al contrario di quanto avviene nel trading online tramite le banche. La soluzione dei broker di questo tipo è ideale per chi fa trading intraday, infatti in quel caso non dovrà pagare commissioni e nemmeno il finanziamento overnight, ovvero il costo per mantenere una posizione aperta durante la notte, come abbiamo già spiegato.

  • Regolamentazione: CySEC (Cipro), FCA (Regno Unito) e ASIC (Australia).
  • Piattaforme: possibilità di investire sui titoli azionari con 0% commissioni sia dal computer che dallo smartphone.
  • Deposito minimo: 50$
  • Vantaggi: Social trading e copy trading
  • Conto demo: gratuito e 100.000$ virtuali a disposizione

Come guadagna allora il broker? Domanda legittima, dato che anche l’intermediario vuole ottenere il suo profitto. Il broker eToro ottiene il suo guadagno dalla differenza fra i valori di acquisto e di vendita di ogni asset finanziario, chiamato in linguaggio tecnico spread. Inoltre anche dal finanziamento overnight, in caso di trading multiday. Specifichiamo che il broker trattiene però commissioni (comunque basse) sul prelievo di denaro.

Passiamo ora al vero punto di forza di eToro, che lo rende unico e originale nel suo genere. La funzione del Social trading.

Esso consiste nel trasformare il trading in un’esperienza social. Gli utenti entreranno in comunicazione fra loro e potranno fare commenti, scrivere strategie, dare suggerimenti e pubblicare grafici, così da rendere comune la propria operatività.

In questa maniera i trader alle prime armi possono giovare dell’esperienza dei colleghi più esperti e trarne vantaggio per le proprie operazioni.

Su eToro si può aprire un conto demo gratuito, così potrete fare pratica sui mercati finanziari in modo gratuito e senza alcun rischio.

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Sulla piattaforma di eToro scoprirai che un altro modo per aiutare i trader principianti è il copy trading, ossia la possibilità di copiare intere operazioni di altri utenti più esperti, chiamati Popular Investor scegliendo liberamente la cifra.

Plus500: trading senza commissioni

Plus500 è un broker CFD molto famoso, ma soprattutto molto diffuso in Italia e in Europa. Sponsor ufficiale dell’Atalanta e dell’Atletico Madrid, Plus500 è regolamentato al 100% a offrire servizi di trading dalla CySEC di Cipro e dalla Consob italiana.

Plus500 oro
Piattaforma Plus500

Uno dei maggiori punti di forza di Plus500 sono proprio i bassi costi. Oltre all’assenza di commissioni, in questo caso anche su depositi e prelievi, lo spread è molto stretto, il trader così può massimizzare i propri profitti cedendone il meno possibile al broker. Il finanziamento overnight è anche qui presente, ma è possibile evitarlo chiudendo l’operazione nell’arco della giornata.

  • Regolamentazione: CySEC (Cipro) , FCA (Regno Unito) , FMA (Nuova Zelanda), FSCA (Sudafrica), FSA (Seychelles), IE (Singapore) e ASIC (Australia).
  • Piattaforme: di proprietà sia webtrader che mobile.
  • Deposito minimo: 100€.
  • Vantaggi: Gran numero di asset finanziari e spread bassi.
  • Conto demo: gratuito e 50.000$ virtuali disponibili.

Il deposito minimo di Plus500 è 100€ ed è possibile aprire un conto demo gratuito, così potrete testare la piattaforma del broker e allenarvi sui mercati finanziari. Non appena lo hai aperto Plus500 ti fornisce 40.000€ virtuali, che puoi usare su tutti gli asset della piattaforma illimitatamente!

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I CFD sono strumenti complessi e presentano un alto rischio di perdere denaro a causa della leva finanziaria. Dovresti considerare se comprendi come funzionano i CFD e se puoi permetterti di correre il rischio elevato di perdere i tuoi soldi.