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Meteofinanza.com - sabato, 18 agosto 2018

Investire in azioni e titoli ad alta crescita: conviene oggi?

Ti sei mai chiesto perché titoli e azioni aumentano di valore?

Rowe Price te lo spiega in modo semplice: le azioni aumentano di valore perché Dividendi e valore di mercato crescono al crescere degli utili.

Una solida affermazione che non trova contraddizioni.

Ma per essere definiti tali, si deve identificare un investitore di successo, che purtroppo oggi giorno non è facile trovare visto e considerato che non è semplice a farsi come a dirsi di mettere i discussione i successi di lungo periodo.

Uno dei primi investitori che ha registrato un successo di lungo periodo è stato appunto T. Rowe Price.

Investire in azioni e titoli ad alta crescita: conviene oggi?

Ecco perché noi abbiamo preso lui come nostro punto di riferimento.

Rowe Price, morì nel 1983, ma fu da tutti considerato come il fondatore della T. Rowe Price Associates.

Fu lui a sviluppare la filosofia d’investimento negli anni 30, proprio in un momento in cui l’approccio prevalente era quello di entrare e uscire dal mercato seguendone la natura ciclica.

Investire in azioni e titoli ad alta crescita: conviene oggi?Price fu uno dei primi ad affermare il contrario. Egli ha da sempre pensato che gli investitori dovessero comportarsi come i proprietari di aziende di successo. Quindi allo stesso modo se gli imprenditori non cercavano di vendere l’azienda, meglio ancora gli investitori devono farlo.

Ma venderle per cosa? Per poi ricomprarla a seconda della ciclicità o degli alti e bassi del mercato?

Ecco dunque che la strategia di T. Rowe Price si focalizza essenzialmente sull’attenzione delle azioni in crescita.

Tieni sempre presente che quando si investe sui mercati finanziari, si deve investire sempre su settori in crescita.

Questi non sono fissi ma cambiano nel corso del tempo. Se si considerano tali i settori in crescita nel momento in cui si formularono le sue tesi, oggi verrebbero probabilmente considerati maturi.

Ma per quel tempo, era un trader o un investitore di poco conto, visto e considerato che cercava di andare contro la massa.

Allo stesso modo, alcune regole secondarie di Price probabilmente dovrebbero essere adattate alle circostanze attuali e future. Forse lo stesso Price sarebbe stato il primo a farlo:

Il cambiamento è l’unica certezza dell’investitore! Questo è quanto esso stesso affermò nel 1937.  Un’affermazione che continuò a ripetere per tutta la vita, immutata.

Ma perché le azioni aumentano di valore?

Rowe Price risponde a questa domanda cercando essenzialmente risposta tra le tutte le azioni presenti a listino, non restringendo la sua selezione a sottogruppi di azioni.

Investire in azioni e titoli ad alta crescita: conviene oggi?

La sua strategia si basa essenzialmente sul fatto che nel corso del tempo, dividendi e valore di mercato crescano al crescere degli utili.

Tutto questo si basava essenzialmente sulla ricerca di azioni in crescita ovvero sulla teoria dei cicli di vita delle aziende.

In breve tutte le aziende registrano 3 fasi nella loro vita:

  • periodo di crescita;
  • maturità;
  • declino.

Si deve anche considerare che la più grande possibilità di guadagno e il minor rischio si presentano nel moneto in cui il trend degli utili su lungo periodo di un’azienda è positivo.

Questo lo possiamo considerare come il miglior momento per investire in un’azienda. Nel caso in cui si tratti di aziende di piccole dimensioni ci vuole del tempo affinché queste guadagnino in prestigio e di conseguenza siano vendute ad alti rapporti prezzo/utile.

Si consideri anche che nel momento in cui si sviluppò questa teoria, molti degli investitori preferivano titoli ad alti dividendi. Questo perché gli permetteva di avere un rendimento sicuro. Nonostante tutto però lo stesso Price è stato uno dei primi a ritenere che queste azioni mostrassero meno garanzie di guadagni e aumenti di dividendi.

Nel lungo periodo dunque la crescita reale di queste aziende potevano essere minacciata dall’inflazione.

Tieni presente che per l’epoca, Price riconosceva per tempo il pericolo dell’inflazione legata agli anni ’30, nonostante l’esperienza appena passata della Grande Depressione, invece di deflazione.

Rowe Price: perché comprare le azioni in crescita

Investire in azioni e titoli ad alta crescita: conviene oggi?

Una domanda a cui cercheremo di rispondere in modo semplice, veloce e sintetico.

Acquistare azioni di aziende inerenti a settori dove crescono volumi e utili è la strategia migliore che ci possa essere.

L’approccio di T. Rowe Price si concentrava esclusivamente sulla crescita, anche se egli stesso non avrebbe mai pagato qualsiasi prezzo per un titolo.

Il suo obbiettivo? Quello di ricercare i titoli trascurati dal mercato.

Per le sue analisi Price utilizzava il rapporto prezzo/utile (p/e) e lo valutava anche in relazione all’andamento storico, preferendo anche a volte di non acquistare azioni che venivano scambiate a livelli troppo levati rispetto alla loro media storica.

Molto interessante è anche comprendere come Price si preoccupò dei p/e al contrario invece della maggior parte delle azioni le quali mostravano all’inizio degli anni ’70, l’anticipo di una delle peggiori inversioni di tendenza in 50 anni.

Price ricordiamo anche era definito come un attento osservatore dei trend che derivavano dalle seguenti influenze:

  • Sociali;
  • Politiche;
  • Economiche.

Queste influenze derivavano dal mercato in generale e da determinati settori con la conseguenza che i suoi investimenti utilizzavano un approccio Top-down.

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Visione di strategie a lungo termine

Infine, si deve precisare che la sua visione dei trend era tuttavia ampia e di lungo termine.

Nel corso degli anni ’60 egli previde che inflazione avrebbe avuto un’accelerazione. Sula base di questa teoria egli stesse sviluppò una strategia d’investimento.

Su cosa si basava questa strategia?

Essenzialmente su aziende di risorse naturali, il New Era Fund.

Tuttavia egli considerava i trend in un contesto di breve periodo, anche se era un market timer, né un investitore ciclico il quale salta da un settore all’altro a seconda del ciclo economico.

In particolare egli riteneva che fosse importante selezionare le aziende in base al settore ma anche in base alla crescita.

Definiva il suo “settore in crescita” ideale, come uno in cui crescessero sia i volumi, sia gli utili.

Ritenne negli anni 30 invece, contrario alla tendenza ferroviaria, il quale settore confermava utili sempre in crescita ma che non stava aumentando le miglia percorse per passeggero. Al contrario invece si schierò apertamente a favore del settore energetico, che stava aumentando la sua base clienti e i suoi utili nello stesso momento.

Perché Investire in titoli ad alta crescita?

Investire in azioni e titoli ad alta crescita: conviene oggi?

Fisher è stato uno dei primi investitori ad effettuare un investimento in titoli ad alta crescita.

Egli sentiva che i grandi rendimenti inerenti gli investimenti non provenivano dall’acquisto di azioni che erano sottovalutate, visto e considerato che anche un’azione sottovalutata del 50% sarebbe al massimo raddoppiata di valore una volta che avesse raggiunto il valore di mercato giusto.

Egli invece cercava di scoprire azioni e titoli ad alto rendimento, rispetto a quelle che avrebbero potuto raggiungere con una maggiore crescita del fatturato e con dei profitti rispetto al mercato in generale sul lungo periodo.

Ora, una volta che era stata analizzato il tutto e che si era scelto di investire con quella società, lo stesso  Fisher comprava:

  1. sia quando il mercato le sottovalutava temporaneamente a causa delle cattive notizie inattese;
  2. sia quando i mercati in generale erano depressi.

Fisher non andava alla ricerca di aziende che mostrassero una crescita di breve periodo sopratutto se questa era dovuta a eventi ciclici o una tantum.

Egli pensava che il timing di mercato fosse troppo rischioso e che i rendimenti promessi fossero troppo limitati. Al contrario, invece si concentrava su crescita di lungo periodo, che, provenisse solo da aziende forti per 3 fattori:

  1. produce beni e servizi e di conseguenza il potenziale di crescita per il fatturato di lungo periodo era maggiore;
  2. ha caratteristiche speciali le quali permettono di avere un vantaggio competitivo sulla concorrenza esistente e sui nuovi arrivati;
  3. possiede un management capace, determinato a far crescere l’azienda e a realizzare i propri piani.

La sua convinzione riguardante la maggior parte delle aziende in crescita di lungo periodo, era riferita al fatto che esso non era legato ad aziende di piccole dimensioni e soprattutto non si trattava di aziende giovani.

Nonostante tutto però esso non escludeva queste aziende

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Fisher però notò che le qualità che costituivano un management eccellente variavano in considerazione del fatto che cambiavano le dimensioni societarie.

Considerazioni da fare prima di acquistare un titolo

Sulla base di questo, vi sono delle considerazioni che devono essere fatte al fine di scegliere i titoli da acquistare.

Il primo elemento per Fischer era di ricercare aziende selezionate ma che si trovassero in aree ricche di nuove opportunità .

Molto buone erano anche i titoli azionari di aziende che stavano per entrarvi in quell’aree ma valutava attentamente la fatica che si doveva fare per entrare in un determinato mercato.

Altro elemento molto importante era quello inerente alla determinazione del valore societario partendo da una sua personale scaletta a 15 livelli.

A tal proposito ricordiamo che per far questo si deve anche valutare:

  1. il bilancio societario (utile al fine di comprendere la natura dell’attività societaria;
  2. la capitalizzazione le e posizioni finanziarie;
  3. il margine di profitto;
  4. il fatturato totale suddiviso per tutte le linee di prodotto;
  5. le dimensioni dell’attività di ricerca;
  6. i dati sugli utili che danno una prima idea sugli ammortamenti e sulle ulteriori spese straordinarie sostenute nei primi anni di attività;
  7. gli azionisti di maggioranza, incluso il management.

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