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Meteofinanza.com - mercoledì, 20 giugno 2018

Criptovalute: quale direzione prenderanno nel secondo semestre 2017?

In questa guida analizzeremo le diverse criptomonete per aiutare chi fa trading di criptovalute. In particolare ci occuperemo di comprendere quale sarà la direzione che prenderanno nel secondo semestre del 2017.

Se non ricordi con particolare attenzione cosa sono le criptovalute, ti invitiamo a dare un’occhiata al nostro approfondimento: Cosa sono le criptovalute? Bitcoin, Litecoin, Ethereum: come guadagnare

BitCoin

Criptovalute: quale direzione prenderanno nel secondo semestre 2017?

La prima valuta digitale che analizziamo, riguarda la cripto valuta per eccellenza: il Bitcoin.

Questa moneta digitale, ha toccato i massimi storici a 3.000 dollari proprio il mese scorso (11 giugno).

A seguito poi è crollato del 27%.

Oggi, possiamo affermare con certezza che la valuta digitale ha chiuso il primo semestre a 2.436,7 dollari. Come si può notare, il valore è più che raddoppiato, soprattutto gli ultimi 3 mesi del primo semestre, hanno fatto registrare un balzo notevole.

L’ascesa stratosferica del Bitcoin la si deve in gran parte all’aumento della domanda da parte dell’Asia di questa cripto valuta.

Se torniamo per un attimo ad analizzare il mese di Aprile,  è possibile notare come il Giappone ha adottato delle normative tali da riconoscere il Bitcoin come valuta legale, accettata da importanti aziende del settore retail.

Vi è anche da sottolineare però che il Bitcoin è andato sotto pressione a causa della divergenza di opinione  che si è avuto tra sviluppatori e imprese.

In particolare, le contraddizioni si sono avute in merito alla capacità di scambiare valuta digitale. In particolare si tratta anche di un rallentamento della velocità delle transazioni corrisposti da un aumento dei volumi.

Il Bitcoin potrebbe anche essere diviso in valute diverse e concorrenti.

Durante tutto il 2017, dobbiamo quindi attenderci delle nuove proposte in merito, che potrebbero includere degli interventi nella capacità di gestione del network del Bitcoin, chiamata “fork”, o anche la divisione della valuta in 2 entità separate:

  1. Una versioni hard;
  2. Una soft fork.

I più scettici, considerano anche il timore legato ad una possibile scissione della valuta. Questo ha pesato molto sulla domanda del Bitcoin tanto che questo non ha fatto altro che provocare la richiesta della nuova alternativa ai BiutCoin: Ethereum.

Leggi anche: Comprare Bitcoin: truffa o opportunità di investimento/trading? Opinioni;

Ethereum in ascesa

Criptovalute: quale direzione prenderanno nel secondo semestre 2017?

La seconda cripto valuta che analizziamo, invece sarà Ethereum.

Questa ha toccato il massimo storico di 419,3 dollari l’11 giugno scorso.

Anche Ethereum come Bitcoin, ha subito un rallentamento, un vero e proprio “crash flash” nei giorni seguenti.

Oggi, affermiamo che la valuta digitale ha chiuso il semestre a 260,52 dollari.

Ethereum, è la cripto valuta, lanciata nel 2015, ed oggi si conferma come la seconda valuta digitale dopo il Bitcoin per capitalizzazione di mercato, secondo quanto riportato dai dati di Business Insider.

Facendo un confronto, possiamo vedere che:

  • i Bitcoin attualmente registrano una capitalizzazione pari a 41 miliardi di dollari;
  • l’Ethereum ha un volume totale di circa 26 miliardi di dollari.

Questo divario lo si deve in particolare a delle importanti differenze tra Bitcoin ed Ethereum.

Alcune di queste sono di carattere puramente tecnico. Rientrano in questa categoria ad esempio il tempo necessario a portare a termine la transazione, ecc.

A nostro avviso, però la differenza più importante è legata allo scopo della valuta.

Infatti, il Bitcoin è stato creato esclusivamente come alternativa alla valuta tradizionale.

In questo senso, si è possibile notare che si tratta di una valuta esclusivamente digitale.

Coloro che invece hanno sviluppato Ethereum hanno creato i loro siti, con lo scopo di mettere in capo una piattaforma che facilita i contratti peer-to-peer, o i cosiddetti “contratti smart”.

In breve:

le transazioni Ethereum permettono il pagamento tra acquirenti e venditori solo a patto che le condizioni della transazioni sono rispettate.

Infine, anche se Bitcoin ed Ethereum siano entrambe criptovalute, esse sono state realizzate con fini differenti e per tanto rimangono oggi e sempre direttamente concorrenti.

Leggi anche: Comprare Ethereum: come nasce la grande speculazione del 2017

La tecnologia “blockchain”

Negli ultimi anni si è sviluppato sempre più l’interesse verso queste cripotvalute. Oggi, esse si basano sulla tecnologia “blockchain”.

A nostro avviso, questa potrebbe essere la vera rivoluzione del mondo finanziario, e quindi delle criptovalute stesse.

Ricordiamo che un “blockchain” è un libro mastro digitale di transazioni finanziarie. Esso è suddiviso in blocchi che sono disposti in una rete di computer su internet.

A seguito della registrazione, i dati presenti in un blocco non possono essere alterati senza alterare tutti i blocchi successivi in sequenza sulla rete. Questa come possiamo vedere è un ottimo elemento di sicurezza.

Nel maggio scorso il consorzio globale tecnico finanziario R3 ha raccolto quasi 107 milioni di dollari al fine di finanziare un’applicazione commerciale legata alla tecnologia base della “catena a blocchi”.

Molte banche sperano che questa tecnologia, secondo cui verifica e tiene traccia delle transazioni, possa  essere utile al fine di contribuire alla riduzione:

  1. della complessità di gestione;
  2. dei costi di attività come regolamento di scambi;
  3. pagamenti internazionali.

Sostegno dalle ICO

Dunque cosa aspettarsi per il prossimo semestre 2017?

Secondo quelli che sono i dati in nostro possesso, possiamo affermare che il prezzo di Bitcoin ed Ethereum probabilmente sarà condizionato dalle “initial coin offerings” o “ICOs”.

Queste sono nate e si identificano come uno strumento di raccolta fondi con il quale lanciare le nuove criptovalute.

Per definizione un ICO è una via di mezzo tra il “crowdfunding” e l’offerta pubblica iniziale e vende dei gettoni digitali, detti “monete” creati con l’utilizzo della tecnologia “blockchain” in cambio di criptovalute.

Come ben sappiamo anche Ethereum, durante il suo sviluppo iniziale è stata finanziata da una ICO. Inoltre, visto e considerato il crescente aumento dell’interesse da parte degli speculatori verso questa tecnologia, il prezzo del Bitcoin e dell’Ethereum probabilmente continuerà a salire.

Questo lo si deve in particolare al fatto che i fondi verranno raccolti solo in queste valute.

Oltre Bitcoin ed Ethereum

Litecoin e Ripple sono definite come le criptovalute numero 2 e numero 3. Questo prima però dell’arrivo di  Ethereum, la quale si è conquistato il secondo posto, relegando le altre criptovalute al 3° e 4° posto.

Criptovalute: quale direzione prenderanno nel secondo semestre 2017?

Negli ultimi anni Ripple ha superato anche Litecoin in merito a capitalizzazione di mercato, ed oggi è considerata la valuta numero 3.

La classifica è dunque così composta:

  1. Bitcoin;
  2. Ethereum;
  3. LiteCoin.

Anche Ripple ed Litecoin, come le precedenti cripto valute analizzate, hanno scopi differenti.

Il Ripple si propone come protocollo di pagamento, un modo sicuro per rappresentare e trasferire qualsiasi tipo di unità di valore.

Questo viene utilizzato dalle banche, come ad esempio UBS (NASDAQ:UBSI) e Santander (NYSE:SAN) e non può essere attaccato perché la creazione di Ripple è centralizzata tanto che può essere eseguita solo dal titolare o da uno dei rappresentanti in possesso delle competenze e dell’accesso alla tecnologia specifica.

Il Litecoin, invece, è meno simile al Bitcoin.

Esso è più avanzato dal punto di vista tecnico in quanto le transazioni possono essere effettuate molto più velocemente al fine di evitare quella sorta di ingorghi che spesso si verificano con le transazioni in Bitcoin.

Tuttavia, la volatilità dei prezzi delle croptovalute, se considerata su base giornaliera, continuerà ad essere controllata dei trader.

Al momento, l’unica certezza che abbiamo riguarda un crash flash del 20% e la violenta oscillazione nello spazio di pochi minuti tale da non essere considerata come avvenimento del passato.

Secondo i più recenti dati, possiamo affermare che esistono sul mercato attualmente oltre 800 diverse cripto valute.

Molte di questi possiedono anche dei nomi stravaganti come MarxCoin, PonziCoin, SelfieCoin,e PutinCoin, ecc.

Oggi giorno ne vengono inventate di nuove, ma non tutte sopravvivono, e non tutte riescono a raggiungere la notorietà di queste che stiamo oggi trattando. Questo però potrebbe provocare il timore di una bolla.

Negli ultimi mesi molte di queste valute hanno poi subito un apprezzamento esponenziale.

Se prendiamo per esempio SelfieCoin, è possibile notare come questa valeva 0,000002 dollari a inizio giugno.

Oggi invece è scambiata a 0.000026 dollari.

Anche se possono sembrare irrisorie le due cifre, esse in termini percentuali, rappresentano un aumento del 1300% in meno di un mese. Mica male!

PonziCoin in molti lo identificano come un nome che richiama una bolla, passando da 0,0014 dollari di marzo al massimo dall’inizio dell’anno di 0,087 dollari toccato il 6 giugno.

Anche in questo caso, il guadagno in termini di percentuale è altissimo. Parliamo di un guadagno del 6250%, vale a dire 62,5 il suo valore iniziale.

A questo punto, possiamo affermare con certezza che questi profitti astronomici spiegano chiaramente il crescente interesse nelle ripto valute che stanno influenzando tutto in questo settore.

ETF e Mutual Fund Adaption

A seguito di questi potenziali ritorni, non possiamo sorprenderci se anche i gruppi di gestione fondi e le aziende stanno cercando di entrare nel settore delle valute virtuali.

Ad esempio, il Bitcoin Investment Trust di Grayscale (OTC:GBTC) è un ETF over the counter.

L’azienda definisce il fondo come il primo titolo quotato pubblicamente.

Il suo valore  deriva dal prezzo del Bitcoin.

Attenzione!

L’ETF non sempre segue esattamente l’andamento del Bitcoin.

Questo perché esso è scambiato in relazione al cambio BTC/USD.

Dunque il fondo se a maggio ha registrato dei ritorni strabilianti, facendo registrare anche un guadagno del 248% contro il 72% del Bitcoin, nei prossimi mesi, esso potrebbe anche calare.

Dall’inizio del 2017, abbiamo registrato un aumento dell’ETF del 199% contro il 129% del Bitcoin.

Moltissimi altri trader invece, non sono razionali e si imbattono a capofitto nella mischia del trading online.

In questo caso, il successo, non può essere immediato e in alcuni casi, potrebbe anche comportare la perdita dell’intero capitale.

Secondo quanto deciso il 10 marzo 2017 da parte del SEC, la Commissione Statunitese che vigila su borsa e scambi, si respinge la richiesta da parte di Tyler e Cameron Winklevoss di quotare il loro Winklevoss Bitcoin ETF (COIN) sulla piazza Bats BZX.

Il SEC ha ritenuto questa decisione fondata sul rischio di una possibile frode a causa anche di una mancata regolamentazione del BitCoin sul mercato.

Il 24 marzo, poi, Bats ha fatto appello al verdetto con una petizione che richiedeva la revisione della decisione. Il Sec ha poi deciso di prendere in considerazione tale petizione.

Oggi i I potenziali investitori Bitcoin non possono far altro che attendere la nuova tornata che deliberi sulla questione con un possibile ribaltamento della decisione iniziale del SEC.

Come è stato possibile immaginare, i prezzi del Bitcoin sono schizzati dopo un tale annuncio., anche se  meglio restare cauti perché potrebbe anche succedere che la CNBC, non l’approverebbe.

Nel mese scorso Zug, ovvero il fondo svizzero Crypto Fund AG, ha annunciato la sua intenzione di lanciare il Fondo Criptovaluta.

Un mutual fund europeo che si basa sull’indice delle cripto valuta, il quale investirà nelle principali criptovalute come Bitcoin, Ether, Ripple, ecc.

Nota bene:

La presentazione di tale fondo potrebbe anche avvenire nel quarto trimestre 2017.

Fondamentali delle criptovalute

Oltre al riconoscimento del fondo di investimenti, ci potrebbero essere anche altri fattori che possono sostenere il prezzo delle cripto valute. Questo potrebbe quindi essere un secondo semestre molto interessante, soprattutto a aprtire dal mese di settembre.

A seguito di un eventuale riconoscimento ufficiale da parte dei governi, di qualcuna di queste valute virtuali, si potrebbe assistere ad un aumento della domanda delle valute digitali.

Sulla scia del Giappone, il quale come detto ha recentemente considerato il Bitcoin una forma legale di pagamento, potrebbero fare altre nazioni. Questo potrebbe far schizzare le valute ai massimi storici.

In seguito al riconoscimento dei fondi l’approvazione ufficiale delle valute virtuali potrebbe dunque portare un’attenzione maggiore sulle valute.

Anche se oggi vi è un interesse particolare per le cripto valute, esso è molto limitato. Solo una piccola minoranza della popolazione, infatti, conosce i meccanismi dei loro funzionamenti.

Sono iun pochi i trader che partecipano attivamente agli scambi.

Nel momento in cui aumenteranno le possibilità di utilizzare le criptovalute nella vita di ogni giorno, anche il loro valore aumenterà.

Infine, per concludere, possiamo dire che Bitcoin, Ethereum e altre valute digitali, possono essere considerati come “rifugio contro le catastrofi “.

Queste essendo considerate come beni rifugio e possedendo la caratteristica di non essere regolate da nessuno stato, in quanto esistono indipendentemente dalle banche centrali che potrebbero non avere alcun potere in caso di guerre o catastrofi, sono oggetto prediletto di alcuni trader.

Pensa a cosa potrebbe succedere nel caso in cui la situazione con la Corea del Nord dovesse degenerare. In questo caso, non ci potremmo attendere altro se non un’impennata del prezzo del Bitcoin e degli omologhi.

Infine, vi sono altri che considerano l’assenza di vigilanza da parte dei governi, come un asset poco raccomandato. Per questi, i titoli di giornale e le notizie d’effetto sono considerate come principali eventi che muovono l’andamento.

Si deve anche considerare che lo status di valuta rifugio contro le catastrofi sembra essere una nicchia troppo ristretta per un nuovo prodotto finanziario di questa portata.

Molti scetticismi dunque da parte di analisti e trader, che come abbiamo visto hanno in parte determinano una riduzione in termini percentuali di apprezzamento verso le cripotvalute.

Al contrario, però ve ne sono ancora tanti che credono nel futuro delle cripto valute, anche se il rischio di una bolla è sempre in agguato.

All’inizio di giugno, infatti, l’investitore miliardario Mark Cuban ha twittato sul Bitcoin, “Credo che sia in una bolla…Non metto in dubbio il valore. Metto in dubbio la valutazione.”

Quindi:

  • Ha ragione a credere questo sul Bitcoin e sugli omologhi?
  • In alternativa, le criptovalute si stanno già adattando verso qualcosa di nuovo, smart e fortemente redditizio?

Non ci resta che seguire con attenzione quello che potrebbe succedere in questi 2 mesi, al fine di fare infine le nostre considerazioni a settembre e comprendere come si muoveranno queste valute sui percati per il finir del 2017.

Intanto, ti consigliamo di fare trading  e di investire sulle criptovalute con i CFD offerti dai migliori broker di trading online che di seguito potrai trovare.

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Ricordiamo che i segnali sono avvisi che indicano la direzione del prezzo. Esso potrebbe aumentare o anche cedere.

A seconda della direzione in cui l’asset si sta muovendo, potrebbe essere un buon momento per te al fine di aprire una posizione su quel determinato asset.

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