Opzioni Binarie: opinioni, strategie di trading, demo e broker - sabato, 22 aprile 2017

Meglio investire in ETF o Fondi Comuni ? Le differenze da conoscere

Sono sempre di più gli investitori che vogliono investire i propri risparmi, e in molti si bloccano al bivio tra Fondi Comuni ed ETF. Dopotutto, entrambi vengono considerate ottime scelte per investire il proprio capitale, piuttosto che lasciarlo a “marcire” in un conto corrente. Eppure, sono ancora in molti gli investitori che non conoscono a fondo le differenze tra ETF e Fondi Comuni di Investimento, e che continuano a considerare questi due strumenti uguali, o con sottili differenze.

Per questo motivo vogliamo far chiarezza tra ETF e Fondi Comuni di Investimento una volta per tutte, iniziando dallo spiegare che cosa sono i Fondi Comuni di Investimento e gli ETF, per poi passare alle differenze tra questi due metodi di investimento.

Cosa sono i fondi comuni di investimento e cosa sono gli ETF

Innanzitutto, iniziamo con il capire che entrambi gli strumenti di investimento sono accessibili anche ai piccoli investitori: per investire infatti, bastano anche somme modeste. Ed ecco spiegato perché sempre più investitori si interessano sia agli ETF, sia ai Fondi Comuni di Investimento. Entrambi sono degli ottimi strumenti per diversificare velocemente il proprio portafoglio di investimenti: vediamo perché.

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Per spiegare che cosa è un ETF, bisogna iniziare proprio dal suo stesso acronimo: ETF sta per “Exchange-Traded Fund”. Gli ETF vengono scambiati come le classiche azioni: ciò significa che si può comprare e vendere ETF. In altre parole, si possono aprire sia posizioni long (rialziste) che posizioni short (ribassiste). La differenza sostanziale tra azioni ed ETF è però la seguente: le azioni rappresentano l’andamento di una singola società, mentre l’ETF rappresenta l’andamento di un intero segmento industriale, se non addirittura un mercato oppure borsa nazionale.

Gli ETF non fanno altro che replicare l’andamento di un indice (ovvero di un benchmark di riferimento). Per indice per esempio, intendiamo i famosi indici azionari, che servono proprio per valutare l’andamento del mercato azionario. Se quindi volete andare ad investire su un indice azionario, e quindi su un intero settore di mercato, dovete per forza di cose investire sugli ETF. Gli ETF vengono scambiati sul normale mercato azionario, quindi possono essere comprati e venduti dai trader durante le ore di apertura della Borsa. Gli ETF seguono il benchmark di riferimento per la loro quotazione in borsa (che può essere il valore attuale di un indice azionario, oppure quello di una materia prima).

Se volete saperne di più sugli ETF, vi consigliamo di leggere il nostro articolo su come investire con gli ETF. Passando invece ai Fondi Comuni di Investimento, possiamo dire che il loro scopo è quello di investire i capitali raccolti dai risparmiatori che optano per il fondo, cercando di ottenere dei profitti investendo la somma totale raccolta. Ogni fondo è composto da un portfolio di asset ben diversificato, proprio perché la diversificazione è il miglior metodo per ammortizzare il fattore rischio.

Coloro che partecipano ad un Fondo Comune di Investimento vengono chiamati “Fondisti”. Le più note tipologie di fondo sono i Fondi Azionari, dove si investe in azioni o obbligazioni convertibili (sono i più rischiosi ma anche quelli con profitti più elevati), e i Fondi Obbligazionari, che investono principalmente in obbligazioni ordinarie e in titoli di Stato (sono meno rischio e quindi meno redditizi). I costi che i fondisti devono affrontare se vogliono investire in un fondo, sono i seguenti:

  • Commissione di ingresso: è la commissione che si paga quando si decide di entrare a far parte di un Fondo Comune di Investimento e quindi si effettua un primo versamento. Di norma, la commissione è inversamente proporzionale alla quantità di denaro investita: più si investe, meno si paga. Ma esistono anche fondi che non prevedono tale commissione, ovvero i fondi no load (anche se sono una minoranza).
  • Commissione di gestione: viene calcolata su base annua e la si paga su base trimestrale, semestrale o annuale. Si tratta della commissione che deve essere pagata per gestire tutti i costi relativi al mantenimento del fondo.
  • Extra-commissione di performance: si tratta di una commissione opzionale, che non tutti i fondi hanno, e che deve essere pagata solamente se vengono raggiunti certi target di profitto.

ETF e Fondi Comuni di investimento: le differenze

Ora che conosciamo sia gli ETF, sia i Fondi Comuni di Investimento, possiamo andare a vedere quali sono le più importanti differenze da considerare ta questi due strumenti di investimento.

  • Costi di commissioni: se investite in ETF, le relative commissioni sono molto più contenute rispetto a quelle che si pagano quando si investe in Fondi Comuni di Investimento. Il motivo è semplice: gli ETF sono uno strumento passivo, ovvero replicano l’andamento di un benchmark di riferimento. Al contrario, i Fondi Comuni di Investimento sono uno strumento attivo, che ha lo scopo di battere con performance migliori l’indice di riferimento.
  • Come investire: investire in ETF è possibile farlo anche tramite la Borsa, quindi possono essere comprati e venduti tramite un normale account di trading, come quello fornito dalle banche o dai broker. Se parliamo di Fondi Comuni di Investimento invece, è sempre necessaria la figura di un consulente finanziario o promotore finanziario che suggerisca e proponga i fondi su cui investire (anche se al giorno d’oggi vi sono banche che permettono di visionare i fondi direttamente online dal portale della banca).

  • Compravendita: comprare o vendere ETF è possibile farlo con tutta tranquillità durante tutto il giorno, dato che sono quotati alla Borsa ed è molto più facile far incontrare i compratori con i venditori. Al contrario, quando si parla di Fondi Comuni di Investimento, i processi di acquisto e vendita sono molto più “complessi” e richiedono più tempo, proprio perché non sono quotati su un mercato regolamentato come la Borsa.
  • Dividendi: se parliamo di Fondi Comuni di Investimento, se vi sono delle cedole, è possibile sceglierle se riceverle o se reinvestirle direttamente nel Fondo. Se invece consideriamo gli ETF, questa scelta non c’è: se ci sta il dividendo, verrà pagato, mentre se non c’è, non verrà pagato.
  • Prezzo d’acquisto: quando compri un ETF, sai sempre esattamente il prezzo che lo pagherai, dato che sono quotati in Borsa e i prezzi ETF vengono aggiornati in tempo reale. Per quanto riguarda i Fondi Comuni di Investimento invece, non sapete esattamente quanto pagherete le quote del fondo, perché immettete l’ordine di acquisto prima che sia stabilito il valore della quota.

Conclusioni: meglio ETF o Fondi Comuni di Investimento?

Quando si tratta di investire i propri risparmi, bisogna sempre pianificare con cautela le proprie mosse. Quando parliamo di Fondi Comuni di Investimento, stiamo parlando sicuramente di una scelta solida, ma bisogna stare molto attenti al tipo di Fondo su cui sceglie di investire. Infatti, bisogna sempre conoscere tutte le commissioni che si dovranno pagare in caso si decida di aderire ad un Fondo Comune di Investimento, proprio perché spesso le spese di commissione possono fare la differenza tra portarsi a casa un profitto oppure una perdita.

Inoltre, i Fondi Comuni di Investimento sono pensati per investimenti a lungo termine, piuttosto che  breve. Per quanto riguarda gli ETF invece, parliamo di un investimento che può essere fatto anche a breve termine, quindi sicuramente più flessibile rispetto ai Fondi. Investire in ETF risulta sicuramente più immediato e può essere anche fatto senza l’aiuto di un consulente finanziario, dato che vi basterà avere un account di trading attivo presso la vostra banca o il vostro broker online. D’altra parte però, dovrete anche qui scegliere con cautela, e se volete utilizzarli per comprarli e venderli nel breve termine (quindi fare trading online), dovete sicuramente avere la giusta esperienza per evitare di incorrere in delle perdite.

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